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2° parte: Io chatto, tu messaggi, lui posta, noi educhiamo

Aree di attività online e regole di comportamento.

ASPI ha individuato diverse aree di attività online con cui bambini e ragazzi sono o possono essere confrontati. In questo approfondimento se ne affrontano cinque: homeschooling, videogiochi, social network, messaggistica istantanea (in particolare WhatsApp) e pornografia.
L’intento è di fornire per ognuna di loro indicazioni e suggerimenti di comportamento, al fine di creare un clima di utilizzo sicuro e il più rilassato possibile per le famiglie, i ragazzi e i bambini, costretti oggi a spostare la maggior parte delle loro interazioni sociali sulla rete.

 

Le indicazioni fornite vanno chiaramente affinate in base all’età del minore e nel limite del possibile sono da concordarsi con i proprio figli, parlandone e trovano soluzioni e compromessi insieme. È inoltre cosa utile formalizzare tali decisioni e metterle per iscritto: in questo modo vi si può fare riferimento nei momenti “caldi”, per rispondere a frasi del tipo “Non è vero, avevi detto che…” .

 

HOMESCHOOLING

Rispetto a questo argomento ASPI è consapevole della difficoltà con cui sono confrontati genitori, docenti e allievi in questo momento di ridefinizione delle proprie abitudini. Trovare un equilibrio tra attività didattiche, tempo libero, lavoro dei genitori è molto difficile: tutto si mischia, nei ruoli, negli spazi e nei tempi. Senza contare che non tutte le famiglie hanno un computer o tablet per ogni membro e che bisogna anche condividere il materiale elettronico a disposizione. Non sono poche, quindi, le sfide che adulti e ragazzi sono chiamati ad affrontare. L’intento di ASPI è di sviluppare – nelle prossime settimane – un approfondimento su questa tematica prendendo spunto da testimonianze di genitori, docenti e allievi. Per ora ci limitiamo a fornire una serie di consigli pratici, con la consapevolezza che non è assolutamente facile conciliare un compito educativo-didattico per tutte le parti coinvolte:

 

  1. Definite una routine settimanale con degli orari regolari in cui bambini e ragazzi sono coinvolti in attività scolastiche.
    È di grande aiuto elaborare un vero e proprio piano di lavoro scritto, disegnato o stampato con indicati compiti e orari per ogni membro della famiglia.
  2. Portate pazienza e rispettate i tempi di concentrazione dei bambini e dei ragazzi secondo la loro età.
    Se i vostri figli non riescono a concentrarsi e vorrebbero fare “altro”, siate pazienti e calmi.  Questa situazione – di difficile gestione per gli adulti – implica un enorme sforzo e una grandissima disciplina da parte dei giovani. Aiutateli a capire l’importanza di svolgere delle attività scolastiche, non puniteli e/o ricattateli.
    Di seguito indichiamo una tabella molto interessante in cui sono indicati i tempi medi di attenzione [1] a seconda dell’età del bambino. Dopo ogni attività fate una pausa e lasciate il tempo per fare “altro”, permettendo loro di ricaricarsi di modo che possano recuperare forza, energia e la concentrazione necessaria.

 

1 anno 3-5 minuti
2 anni 4-10 minuti
3 anni 6-15 minuti
4 anni 8-20 minuti
5 anni 10-25 minuti
6 anni 12-30 minuti
7 anni 14-35 minuti
8 anni 16-40 minuti
9 anni 18-45 minuti
10 anni 20-50 minuti

 

  1. Definite dei momenti di svago con delle possibili attività ludiche/creative da svolgere.
    Se i bambini non riescono ad occuparsi da soli, proponete di fare della attività che apprezzano: disegnare, colorare, ascoltare musica…
  2. Incentivare attività offline per sviluppare la creatività.
    Le tecnologie possono essere integrate come momenti di “destress” a patto che non siano l’unico “strumento” di svago. Proponete anche della attività alternative, in cui possono sperimentare e sviluppare la loro creatività.

 

VIDEOGIOCHI

Dalle ricerche risulta che i maschi sono più attratti dai videogiochi e dai giochi online.

 

  1. Definire un tempo massimo d’utilizzo e la tipologia di gioco.
    Le neuroscienze dimostrano che – se da una parte i videogiochi possono aiutare lo sviluppo di capacità visuo-spaziali – dall’altra possono inibire la capacità di tenere a freno gli impulsi (aggressività, ostilità verso sé e verso gli altri).
    Per questo risulta fondamentale definire sia i tempi di fruizione, sia il tipo di gioco messo a disposizione dei ragazzi. La scelta del gioco può essere fatta consultando il sistema di catalogazione Europeo, https://pegi.info/it in cui è indicata l’età di fruizione e i contenuti del gioco.
  2. Incentivare il gioco online solo con i compagni e le persone che si conoscono nella vita offline, a protezione di sé e della propria privacy.
    Il rischio di cadere vittima di adescatori va tematizzato: i minori possono facilmente entrare in contatto con chiunque – anche malintenzionati e pedofili – per cui è necessario istruire bambini e ragazzi sulle strategie di tutela personale e collettiva. Non dare informazioni e dati personali, non intraprendere discussioni in spazi virtuali “privati” con sconosciuti, non mandare proprie foto, tanto meno foto intime e – nel caso di richieste di questo genere – segnalare subito ad un adulto l’accaduto. Nel caso di richieste sospette o esplicite contattare la Polizia.

 

SOCIAL NETWORK

A prediligere le reti sociali sono le ragazze che si dimostrano più attive e presenti su Instagram, TikTok e Snapchat.

  1. Definire un tempo massimo d’utilizzo. 
    Anche in questo caso va definito un limite di tempo, ricordando le direttive di iscrizione a queste piattaforme, vietate ai minori di 13 anni.
  2. Sensibilizzare su aspetti etici e legali.
    – Tutto ciò che viene pubblicato in rete resta per sempre e lascia una traccia indissolubile. Per i giovani deve essere chiaro che un’immagine non può essere eliminata dal web, in quanto la sua diffusione è incontrollata e incontrollabile: basta un “like”, un commento, una condivisione o uno screenshot, per diffonderla e perderne il controllo. La domanda da farsi è: “Sono disposto/a che questa immagine resti per sempre in rete e sia vista da chiunque?”.
    La pubblicazione di foto scattate a terzi può avvenire solo previa autorizzazione degli stessi e, nel caso della presenza di minorenni, è necessaria un’autorizzazione del genitore o del tutore legale.
    – Non vanno scritti e condivisi post offensivi o denigratori, considerando il concetto di empatia (“Come si sente l’altro e come mi sentirei se fossi al suo posto?”).
  3. Proteggersi dall’adescamento.
    È preferibile comunicare con delle persone conosciute e rendere i ragazzi attenti su come proteggersi dall’adescamento: un utente sconosciuto si dimostra particolarmente gentile, facendo tanti complimenti? Chiede dati personali e il numero di telefono (per creare un canale diretto e privato di comunicazione)? Promette ricompense e/o regali? Chiede di mandare fotografie, anche di carattere intimo? Domanda di mantenere segreta “l’amicizia instaurata”? Tutti questi segnali devono portare il minore ad informare tempestivamente un adulto, che potrà così contattare la Polizia.

 

WHATSAPP
  1. Ricordate il limite di età.
    L’uso di WhatsApp è concesso legalmente a partire dai 16 anni
  2. Monitoratene l’utilizzo.
    Invitate i vostri figli a raccontare ciò che accade e ciò che viene scritto tra pari. Spesso i giovani vivono la presenza genitoriale come un’intrusione, per cui è importante precisare i fini di tale monitoraggio, ovvero evitare situazioni problematiche o dannose per uno o più membri del gruppo.
  3. Definite delle norme di comportamento legate al rispetto reciproco.
    Durante l’adolescenza, i ragazzi pretendono uno spazio di libertà virtuale che può essere concesso definendo delle regole di comportamento online, insistendo sull’importanza di comunicare ad un adulto eventuali situazioni problematiche legate ad insulti, minacce e/o alla condivisione di video pornografici

 

PORNOGRAFIA

Per i minori esiste il rischio di incappare – in modo fortuito e/o intenzionale – in contenuti pornografici ed essere esposti a immagini scioccanti, confusive e anche estreme (di pornografia dura). La visione di immagini pornografiche può distorcere la loro comprensione rispetto alla sessualità, e può influire sullo sviluppo così come sull’identità sessuale e sulle rappresentazioni di genere. Può anche facilmente innescare dei meccanismi di dipendenza.

 

  1. I più piccoli vanno supervisionati e accompagnati durante le attività online.
    Non lasciateli soli davanti ad uno schermo, soprattutto durante le ricerche in rete e nei siti di film in streaming (in cui spesso appaiono dei pop up pubblicitari di natura pornografica). Nel caso in cui dovessero apparire immagini inadeguate, discutetene partendo dalle loro emozioni (come ti sei sentito/a nel vedere quell’immagine? Che emozione hai provato? Dove l’hai sentita nel corpo?) e date delle spiegazioni sul contenuto, rimanendo pronti a rispondere alle loro domande.
  2. Con i più grandi instaurate e mantenete il dialogo.
    Con i pre-adolescenti e gli adolescenti, mantenete saldo il dialogo, insistendo sull’importanza di discutere con voi qualora dovessero confrontarsi con immagini potenzialmente scioccanti. È fondamentale essere pronti ad affrontare questa tematica qualora dovesse emergere. Saper rispondere a delle domande, curiosità e perplessità in merito alla sessualità, può evitare che un minore cerchi delle soluzioni online con anche gravi ripercussioni a livello emotivo.
    Per alcuni bambini e ragazzi non è facile affrontare il tema della sessualità con i propri genitori, per cui vanno indirizzati ad altri adulti di fiducia e a servizi ad hoc come il 147. In merito all’educazione sessuale dei figli, potete leggere il nostro approfondimento “Educazione sessuale: quando e come parlarne con i bambini”.
  3. Installate dei sistemi di controllo parentale e limitazione di accesso a siti non adeguati.
    Impostate dei filtri e dei controlli parentali per limitare che bambini e ragazzi incappino in contenuti pornografici e violenti, con la consapevolezza che non è possibile controllare e filtrare ogni contenuto. I controlli parentali sono uno strumento utile, ciononostante il miglior filtro è il dialogo e l’ascolto attivo.

 

Leggi anche: “Prima parte: il contratto educativo per un uso consapevole delle tecnologie da parte di bambini e ragazzi”.

 

 

 


[1] https://it.yestherapyhelps.com/the-maximum-time-of-concentration-of-children-according-to-their-age-12791

https://curiosandosimpara.com/2017/07/20/tempo-concentrazione-dei-bambini-secondo-la-eta/

 

 

2020-04-02T09:30:00+00:00 1 aprile 2020|