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Caro Babbo Natale, caro Gesù Bambino, quest’anno vorrei…

Come orientarsi verso il regalo “giusto” per i nostri figli in un mondo che li vuole sempre più tecnologici? L’abbiamo chiesto ad Alberto Pellai.

Caro Babbo Natale,
Caro Gesù Bambino,

Spero che lassù dove vivi, vada tutto bene. Quest’anno, qui sulla Terra, è stato un po’ un casino, ma per fortuna sta tornando Natale e quest’anno sotto l’alberello mi piacerebbe trovare…

… la Nintendo Switch, una palla da basket, un pc da gaming, la pista delle hotwheels, un kit per fare i giochi di magia, un iPad con la penna, una macchina telecomandata, un monopattino, un telefono Pro12, la nave dei lego, la PlayStation 5, un criceto, un Apple Watch lilla, un popit, il gioco della PlayStation FIFA22, le carte Pokemon, il treppiedi illuminato, una bicicletta, dati illimitati per il telefono, la bacchetta magica di Harry Potter, …

Il tuo affezionato, Alessio.
Ti saluto tanto, Martina.

 

Lucine sfavillanti, biscotti al panpepato, le bocce di Natale, il presepe con i pastorelli. E poi ancora il calendario dell’avvento che piano piano conduce bambini e bambine, ragazzi e ragazze, adulti, nonni e genitori verso il 25 dicembre, il giorno in cui – chi più chi meno – spera di vedere realizzato un proprio piccolo grande desiderio. Sia che si sia grandicelli o piccini, è innegabile che il Natale muova in noi delle emozioni e generi attesa.

Ma cosa desiderano i bambini e i ragazzi del giorno d’oggi? Come sono cambiati i desideri rispetto al passato?

Per rispondere, abbiamo chiesto a due classi delle elementari (IV e V) e a dei ragazzi di scuola media (I, II, III media) di indicarci tre dei loro desideri per questo Natale che noi abbiamo condensato nell’ipotetica lettera in apertura di questo approfondimento.

 

Cosa è emerso?

Ci siamo emozionati nel leggere alcuni desideri di bambini e ragazzi che esprimono il loro bisogno di stare in famiglia, trovare la felicità, ottenere risultati scolastici migliori, risolvere i propri problemi e ricevere l’affetto dai propri cari. Abbiamo sorriso nel leggere e ritrovare alcuni dei giochi che piacevano anche a noi da piccoli e poi, a dire il vero senza non troppa sorpresa, abbiamo fatto il conteggio di quanti hanno chiesto un device elettronico. I più citati sono stati gli Smartwatch (soprattutto nella classe di IV elementare), PC portatili e da gaming, smartphone, tablet, videogiochi e console. Anche un treppiedi illuminato, di quelli che si usano per farsi i selfie o girare stories da pubblicare sui social più in voga.

E noi adulti come dovremmo comportarci davanti alle richieste di quest’ultimo tipo?

I genitori hanno una grossa responsabilità, non c’è dubbio: scegliere di regalare a un/a bambino/a di 9 anni un dispositivo digitale personale ha delle implicazioni che non vanno sottovalutate. Per poterci orientare in questa scelta spesso difficile abbiamo chiesto aiuto ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

 

Un/a bambino/a di scuola elementare (8-10 anni) desidera ricevere per Natale uno smartwatch, un cellulare o un tablet personale. Cosa suggerisci ai genitori che si trovano confrontati con questa richiesta? Alle scuole medie il discorso cambia? 

È naturale che un bambino chieda come dono ciò che il mondo intorno a lui gli fa apparire come desiderabile. Sperare di trovare sotto l’albero un gadget elettronico è diretta conseguenza di due fenomeni: il mercato che spinge a possedere questi oggetti indipendentemente dall’età del possessore e il gruppo allargato che attraverso di essi socializza e genera fenomeni di inclusione ed esclusione. Un genitore da solo non può fare nulla: servirebbe che tutti i genitori di figli alla scuola primaria si alleassero per creare un Natale “tech-free” in cui sotto l’albero, per i bambini della primaria, non si trovi niente di “connesso” e “digitale”. Alle medie, l’introduzione delle tecnologie può essere regolata attraverso il concetto di “tecnologie di famiglia”: un ragazzo ha accesso a devices di proprietà di tutta la famiglia. Questo rende possibile educarlo e accompagnarlo nel mondo online.

 

C’è un’età “ideale” per rendere accessibili a bambini e ragazzi dei device personali (cellulare, smartwatch…)?

Abbiamo scritto un libro dal titolo molto eloquente in questo senso: “Vietato ai minori di 14 anni”. Credo che fino ai 14 anni, le tecnologie cui deve avere accesso un figlio sono quella “governate” dagli adulti di riferimento. Dopo i 14 anni anche grazie all’allenamento ricevuto negli anni precedenti e ad un funzionamento “mentale” più evoluto, il ragazzo/a può avere in mano un device ad uso personale.

 

 “Tutti i miei compagni ce l’hanno”. Come può un genitore gestire il senso di frustrazione e di esclusione espresso dal proprio figlio. Che disagio potrebbe nascere nel privarlo di questo strumento? 

La cosa fondamentale è facilitare il più possibile la relazionalità in presenza. Se un figlio ha molti amici nella vita reale, una vita sociale attiva e ricca, non sarà escluso da nulla di ciò che realmente conta per il suo benessere emotivo e relazionale. Inoltre, è sempre possibile permettere ad un figlio di partecipare ai gruppi whatsApp all’interno del cellulare di famiglia.

 

Un tuo consiglio su cosa regalare ai propri figli questo Natale?

Credo che sia possibile seguire l’idea di “regalare esperienze”. Pensate ad un viaggio in una meta che avete voglia di conoscere tutti in famiglia. Oppure un biglietto per uno spettacolo teatrale, l’ingresso ad un acquario o ad uno zoo. Molto belli per bambini e bambine anche i regali per creare e inventare: un teatrino con i burattini, un kit per creare composizioni artistiche, un set per fare gioielli. Infine, abituatevi a giocare in famiglia: i giochi in scatola, sia quelli della tradizione come Monopoli che quelli recenti come Dobble, regalano ore bellissime di divertimento e condivisione.

2021-12-14T14:55:53+00:00 7 dicembre 2021|