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La prevenzione degli abusi: una responsabilità di tutti 2018-11-23T16:45:22+00:00

La prevenzione degli abusi:
una responsabilità di tutti

Il primo paradigma da chiarire riguarda l’obiettivo ultimo che si è posta l’ASPI, ossia una società nella quale ogni bambino può svilupparsi sotto la guida autorevole, benevola ed empatica delle figure di riferimento, con ZERO violenza da parte degli adulti sui bambini.

 

La prevenzione della violenza è possibile, non ci sono più dubbi in merito!

Il raggiungimento di questo obiettivo richiede l’impegno di ogni adulto. La sfida, ambiziosa, si rifà al modello ecologico dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’ISPCAN (Società Internazionale di prevenzione degli abusi e della negligenza sui bambini): la prevenzione degli abusi sui bambini riguarda tutti.

 

 

Ognuno può e deve contribuire, sia come persona, sia come parte di un sistema e di una società, a creare la cultura del rispetto dell’infanzia.

“Per proteggere un bambino, ci vuole un intero villaggio!”

La volontà di prevenire gli abusi e il maltrattamento sui bambini, in ogni sua forma, è il motore dell’impegno di ASPI sin dalla sua nascita ad opera di Amilcare Tonella, nel 1991.

La missione di ASPI è di promuovere nella società la cultura del rispetto del bambino – inteso come essere umano di età compresa tra 0 e 18 anni – e di lavorare per porre fine a ogni forma di maltrattamento infantile, operando attraverso la sensibilizzazione, la prevenzione e la formazione.

Il bambino è un essere umano e gode di conseguenza di tutti i diritti umani come elencati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Oltre a ciò, il bambino ha dei diritti specifici legati alla sua età ed elencati nella Convenzione ONU sui diritti del bambino.
L’obiettivo dichiarato di ASPI è dunque di porre fine a ogni forma di maltrattamento infantile. Potrebbe sembrare utopico o irrealistico.  La domanda oggi non è più se sia possibile o meno prevenire la violenza, bensì come farlo. Perché è dimostrato che la prevenzione della violenza è possibile ed è un dovere!
Riportiamo le parole, chiarissime, di due dei più grandi esperti al mondo in questo campo:

“… Nessuna violenza sui bambini è giustificabile; si può prevenire qualsiasi violenza sui bambini. Non ci possono più essere scuse.”

Paolo Sergio Pinheiro
autore di World Report on Violence Against Children

“Non dobbiamo tollerare che ogni anno la metà dei bambini del mondo subisca violenza. La cosa triste è che sappiamo cosa è necessario fare, e ciò nonostante, non lo facciamo. La violenza sui bambini non è inevitabile, ne conosciamo le cause e può essere prevenuta; ci vuole solo la volontà di farlo.

Etienne Krug
Director of the WHO Department for the Management of Noncommunicable Diseases, Disability, Violence and Injury Prevention

 

Dal 2005, l’ASPI ha sviluppato il suo lavoro seguendo le linee guida dell’OMS e dell’ISPCAN[1] , sotto la supervisione di Marcellina Mian[2] e con la consulenza esterna di Alberto Pellai[3].

Dal 2010, quando la direttrice di ASPI, Myriam Caranzano-Maitre, è stata nominata nel Council of ISPCAN[4], l’ASPI fa ancora maggiormente riferimento alle ricerche più recenti e alle indicazioni scientificamente comprovate (evidence-based) per consolidare il proprio operato e per sviluppare le sue attività.

Dal 2017, il punto di riferimento è “INSPIRE” [5], un insieme di sette strategie basate su dati fattuali per porre fine alla violenza sui bambini. Questo documento si rivolge a tutte le persone impegnate nella prevenzione della violenza sui bambini e sugli adolescenti, che queste persone siano membri di un governo o semplici cittadini, che appartengano alla società civile o al settore privato.

 

L’analisi delle attività che ASPI conduce basandosi come detto sulle sette strategie “INSPIRE” e realizzata in occasione di un incontro a livello nazionale con la OAK Foundation in marzo 2017 a Ginevra, mostra come il lavoro di ASPI sia effettivamente in sintonia con l’approccio della prevenzione evidence-based promosso dall’OMS e dal “Partenariato globale per porre fine alla violenza sui bambini” (GPeVAC[6]).
Un’altra conferma della validità del lavoro di ASPI è arrivata da Alex Butchart, responsabile della prevenzione presso l’OMS, relatore al congresso ASPI a ottobre 2016, che si è rivolto ai partecipanti con queste parole:

“Vorrei lanciare una sfida ad ASPI, ossia di comunicare ed aiutare altri enti in altre parti del mondo a raggiungere quello che avete fatto con successo. Molte regioni del mondo non hanno un’ASPI e possono imparare tramite la vostra esperienza e il vostro successo cercando di emulare quello che ha fatto ASPI. Dovrebbe esserci un’ASPI in ogni regione del Mondo! “

L’ASPI dunque si basa sull’evidenza scientifica di studi svolti a livello internazionale (OMS, ONU, ISPCAN, GPeVAC…). La prevenzione degli abusi sui bambini non è una questione di opinione, né una questione pedagogica o filosofica, e men che meno personale. La prevenzione degli abusi sui bambini è una scienza e richiede conoscenze e competenze specifiche.

 

INSPIRE, 7 strategie per porre fine alla violenza

La prima strategia INSPIRE riguarda le leggi, e in particolare la necessità di una legge che vieti le punizioni corporali. In quest’ottica sono numerosi gli enti e le personalità che si impegnano in tutto il mondo, costituendo tutti assieme il “Global Partnership to End Violence Against Children” (GPeVAC). [7]

 

 

Il fatto che l’ASPI sostenga l’introduzione di una legge che proibisca l’uso di punizioni corporali o di qualsiasi trattamento degradante sui bambini, è a volte interpretato, a torto, come promozione del permissivismo. È dunque importante fare chiarezza!
Il bambino ha bisogno di essere educato. Questo è addirittura un suo diritto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti del bambino (Art. 28 e 29).

 

L’educazione è un diritto del bambino e un dovere degli adulti!

Il permissivismo rientra nel capitolo “trascuratezza” e costituisce una forma di maltrattamento. Le sue conseguenze sono dannose per i bambini. I genitori che adottano il permissivismo non adempiono al loro dovere di educare i propri figli.

L’ASPI propone che l’educazione sia basata sull’ascolto e sul coinvolgimento del bambino e che gli adulti si pongano come persone autorevoli alle quali i bambini possono dare fiducia. Non si tratta di lasciare fare ai bambini tutto ciò che vogliono e lasciarli diventare dei piccoli tiranni… Si tratta di interagire con loro con rispetto, per esempio, dicendo loro di NO con lo stesso rispetto che si usa quando il no è indirizzato a un adulto. Non c’è alcun motivo per imporre a un bambino quello che nessun adulto accetterebbe per se stesso!

Quello che l’ASPI chiede, senza se e senza ma, in modo incondizionato, è il RISPETTO per il bambino!

Ogni bambino gode del RISPETTO dovuto a ogni essere umano
indipendentemente dalla sua età o dal suo genere!

 

La prevenzione della violenza sui bambini:
una responsabilità da assumere, anche a livello politico

Prevenire la violenza sui bambini fa parte dell’Agenda 2030 dell’ONU.
In particolare l’obiettivo 16.2 recita:

“Porre fine all’abuso, allo sfruttamento, al traffico di bambini e a tutte le forme di violenza e tortura nei loro confronti”.

 

 

In altre parole, non c’è sviluppo sostenibile se si continua a non rispettare i bambini! Ne va del futuro dell’umanità intera! E nessuno può tirarsi indietro, pensando che non lo riguardi!

La prevenzione della violenza riguarda tutti!

 

 

[1] http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/43499/3/9241594365_ita.pdf

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/43499/1/9241594365_eng.pdf

[2] Prof. di Pediatria a Toronto, Haward, Doha… Presidente di ISPCAN dal 2004 al 2006 e co-autrice delle linee guida (sopra) nonché di numerosi altre pubblicazioni.

[3] Medico e psicoterapeu­ta dell’età evolutiva, è ricercatore presso il dipartimento di scienze bio­mediche del­ l’Università degli Studi di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva

[4] https://www.ispcan.org/who-we-are/

[5] http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/254627/1/9789242565355-fre.pdf?ua=1

[6] http://www.end-violence.org/

[7] http://www.endcorporalpunishment.org

http://www.endcorporalpunishment.org/assets/pdfs/reports-technical/Learning%20from%20states%20which%20have%20prohibited.pdf

http://www.endcorporalpunishment.org/progress/country-reports/switzerland.html

http://www.endcorporalpunishment.org/assets/pdfs/faqs/FAQ-2017-FR.pdf

http://www.endcorporalpunishment.org/assets/pdfs/faqs/FAQ-child-friendly-2017-FR.pdf

http://www.endcorporalpunishment.org/assets/pdfs/faqs/FAQ-schools-2017-FR.pdf

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/246213/1/WHO-NMH-NVI-16.7-fre.pdf?ua=1

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/254627/1/9789242565355-fre.pdf?ua=1